L’occhio e lo smartphone. Puntata 25

Dal 24 al 27 febbraio si è tenuto a Barcellona il più importante congresso mondiale sulla telefonia mobile, con ampi spazi dedicati alla fotografia mobile, alle nuove tecnologie, ai più recenti prodotti. Di questa manifestazione e di quanto è emerso mi ero documentato per la puntata di questa settimana, poi ho avuto un brusco e improvviso cambio di rotta – o meglio di argomento – che mi ha convinto a rimandare il tema originariamente programmato. Perché questo improvviso ripensamento? Perché mi sono lasciato incantare da uno spot, un minuto e ventisei secondi circa nei quali è racchiusa la storia di tante storie.

Definirei lo spot come un piccolo film. Si intitola semplicemente “24.01.2014” e ha alle proprie spalle un grande regista come Ridley Scott in team con il figlio Jake. Più precisamente, Jake Scott ha avuto tra le mani soprattutto la completa fase tecnologica dell’operazione del resto minuziosamente decritta sul sito Apple: perché è dello spot che festeggia i 30 anni di Macintosh (lanciato il 24.01.1984) che stiamo parlando.

Non voglio ripetere quanto descritto direttamente da Apple ma vale la pena di considerare alcuni numeri: riprese effettuate in 15 differenti location di 10 differenti Paesi; 45 brevi storie raccontate per immagini con l’uso di 15 operatori (e relativi team completi di audio in diretta); 100 i-Phone 5S,(perché i filmati sono stati realizzati esclusivamente con apparecchi i-Phone 5S) per un totale di 70 ore di filmati, il tutto girato “in un solo giorno”, quello della storica data.

Il filmato è splendido, (tra l’altro Ridley Scott realizzò il primo spot all’epoca del lancio di Macintosh trent’anni fa) ma il backstage vale la pena di essere visto e rivisto con attenzione per renderci conto di quali e quanti accessori/supporti siano stati usati, ognuno montato con un i-Phone 5S (bracci, carrelli, ministaedicam, e sovente macchina a mano).

Ma forse quanto più colpisce in questa produzione è il trasferimento in tempo reale delle immagini man mano girate. Dallo studio di Los Angeles attrezzato con iMac, Mac Pro e altri sofisticati prodotti Apple, registi e montatori potevano assistere in tempo reale alle riprese come fossero realmente sul posto e dirigerne l’azione tramite FaceTime. Sicuramente un metodo impensabile fino a pochissimo fa ma che ha dato un risultato altamente qualitativo ed estremamente professionale.

Pensavo: un giorno da casa potremo dirigere e montare un documentario industriale, un film di viaggi, una storia, con persone in giro per il mondo per noi. Mi sbagliavo, possiamo già farlo !!

È poi altrettanto chiaro che si tratta si di alta tecnologia ma non oso pensare per ora ad un costo totale di un simile progetto. Quello che mi rassicura sono i costanti progressi. Un film te lo puoi permettere con un semplice smartphone e un buon software per il montaggio, ma tra non molto chiunque di noi vorrà raccontare una storia potrà dire ad amici o parenti o a collaboratori: tu vai là, tu dall’altra parte del globo, tu resti vicino a casa – io vedendo in tempo reale quanto state facendo cercherò di farvi fare quanto ho in mente.

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