L’occhio e lo smartphone. Puntata 2

Anche tralasciando i social media e dintorni (come Instagram, ad esempio), attorno alla iPhoneography o Smartphoneography che dir si voglia si stanno creando interessanti ed importanti network. Uno di quelli che ha catturato la mia attenzione è IPA the Mobile Art Network, e non solo perché nel suo nome compare la parola “Art”. Di questa community mi ha colpito infatti la presenza di un “Manifesto” dal quale ho stralciato alcuni paragrafi e che credo valga la pena di leggere per capire quanto questa nuova arte stia facendo proseliti in tutto il mondo, a dimostrazione di quanto la iPhoneography possa essere considerata ormai un vero e proprio movimento.

Ecco cosa scrivono i curatori di IPA:

“La rivoluzione della mobile art. Proprio come un tempo la fotografia faticava ad essere accettata nel mondo dell’arte, una nuova rivoluzione è ora in atto. iPhoneArt e iPhoneography stanno portando questo movimento underground alla luce. Tutti si chiedono dove ci porterà, ma iPhoneArt.com è il posto dove poterlo scoprire.

La storia dell’arte è tanto vecchia quanto quella del pensiero dell’uomo. Siamo l’unica specie che sappiamo perseguire l’estetica e l’emozione. Perché mai sentiamo la necessità di creare e di essere creativi è una domanda che ha tante risposte quante le persone che se la pongono. Dai disegni delle caverne preistoriche e dai racconti orali arrivati a noi attraverso generazioni fino ai film in 3D, la storia dell’arte ha visto un numero infinito di stili e di mezzi balzare in avanti, combattere per conquistarsi una posizione e alla fine prosperare malgrado questo processo non sia sempre facile.

Nuove forme d’arte hanno spesso impiegato anni per essere riconosciute – una di queste è “Scrivere con la luce”. I primi accenni circa i principi della camera oscura o del foro stenopeico risalgono al 400 aC e al filosofo cinese Mo Ti; le prime applicazioni pratiche compaiono negli scritti di Leonardo da Vinci nel tredicesimo (in realtà è il quindicesimo, NdR) secolo, ma lo “strumento fotografia” non viene comunemente accettato come forma d’arte prima del ventesimo secolo.

All’inizio i fotografi/artisti cercarono di imitare lo stile dei pittori usando obiettivi morbidi e altri metodi affinché il loro lavoro fosse il più possibile “arte”. E arte la fotografia divenne soprattutto grazie a un piccolo gruppo di fotografi come Ansel Adams, Edward Weston e Imogen Cunningham, i fondatori del gruppo f/64, che hanno speso la loro vita a esplorare e promuovere questo nuovo mezzo sostenendo come immagini perfettamente a fuoco costituissero una forma di espressione artistica, e non una sua mera imitazione. Oggi stili e metodi dello “scrivere con la luce” sono molteplici e finalmente accettati come la pittura e qualsiasi altra forma d’arte.

L’arte digitale del ventesimo secolo è iniziata più o meno allo stesso modo, con i computer che hanno rivoluzionato la nostra visione della pittura, del disegno della scultura e anche della fotografia. Il cinema ha tracciato la strada creando fantastiche creature personaggi e mondi inimmaginabili. Queste nuove forme d’arte hanno impiegato anni per emergere, con costi al di fuori della portata delle singole persone. Oggi però una nuova rivoluzione è alle porte.

Gli smartphone ed altri simili dispositivi rappresentano i nuovi mezzi artistici. Grazie a veloci e semplici software e senza la necessità di un lungo apprendimento, hanno trasformato in modo importante le forme d’arte contemporanee rendendole accessibili a tutti. I “Mobile Artist” creano e sperimentano ovunque, e una nuova forma d’arte è pronta per essere esplorata.

La nostra community si ispira alle nuove tecnologie che permettono a tutti di creare immagini, musiche e video in ogni momento, ovunque ci si trovi. Siamo felici di vedere questo movimento underground crescere e venire alla luce, cercare la sua strada e guadagnarsi spazio nel mondo delle arti tradizionali. Per noi questi mezzi mobili rappresentano l’equivalente moderno della camera oscura e di quanti artisti l’hanno usata per vedere o proiettare su carte o su tele immagini reali per creare eccezionali opere d’arte.

La tecnologia dell’iPhone dell’iPad e di altri dispositivi simili, unita a varie applicazioni, permette a ognuno di noi di interpretare o creare qualcosa di completamente nuovo”.

Il manifesto si chiude con questa frase di Paul Strand:

“Il mondo dell’artista non ha limiti – può essere ovunque, lontano da dove vive o a pochi passi da lui. Sarà sempre a portata di mano”.

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