Sotto l’albero di Fotoguida…

Buon Natale da Fotoguida fotoguida.itCome tutti voi lettori ben sapete, Fotoguida parla di novità, fotocamere, accessori, mostre fotografiche, mercato, consumatori. Ma per Natale è lecita una eccezione: per festeggiarlo, insieme con i nostri auguri, vi offriamo questo breve, e ci auguriamo gradito…

Raccontino fotografico natalizio

Gaspare aveva un appuntamento importante: non voleva mancarlo. Erano giorni che seguiva una luce con in mano la sua fotocamera tutta d’oro. Era un pezzo della sua collezione, l‘unico che gli era sembrato adatto all’occasione. E ora stava per incontrare gli altri, con cui aveva deciso di proseguire il cammino.

Li vide spuntare improvvisamente e subito si accorse che anche loro avevano una macchina fotografica in mano. Stavano scattando delle foto quando lo videro. Quello più avanti dei due aveva una macchina con montata una custodia impermeabile: come mai? Gaspare continuava a chiederselo mentre si avvicinava. Poi capì: era per non sporcare l’obiettivo, perché Melchiorre aveva nell’altra mano qualcosa che sembrava olio.

Si avvicinò anche Baldassarre. La sua fama lo aveva preceduto: in molti lo avevano incensato per i suoi vari reportage.

Erano due compagni importanti quelli con cui aveva deciso di proseguire il cammino. Ne aveva sentito parlare come di personaggi mitici, magici, e dunque era contento che gli avessero mandato una email con tanto di foto di quella stessa luce che aveva visto lui e un invito a incontrarsi, per proseguire insieme il cammino.

Quella luce che aveva invogliato lui a uscire di casa, come evidentemente gli altri due, sembrava diventare sempre più forte. I due compagni gli raccontarono di aver incontrato uno strano individuo, che aveva fatto tante domande: era sembrato incredibile che avesse tanta paura dei bambini. Quello strano personaggio – no, non si ricordavano bene come si chiamava: Elo, Ero o qualcosa di simile – li aveva pregati di avvertirlo non appena avessero incontrato un bambino. Quale bambino, avevano chiesto entrambi, ma lui non aveva risposto, limitandosi a ribadire la raccomandazione. «E non lo avete fotografato?», chiese Gaspare, e subito Baldassarre, il più esperto dei due, aveva mostrato un ritratto. «Quel volto non lo dimenticherò» commentò Gaspare, e giurò a sé stesso che avrebbe evitato di incontrarlo.

Quello strano personaggio non era stato l’unico incontrato, aggiunsero i due compagni di viaggio. Continuando a fotografare il paesaggio – in effetti meritava, con quel fiume che scorreva lontano, sormontato da un ponticello – gli raccontarono di una donna, una vecchietta: si erano fermati a parlare con lei e l’avevano invitata a seguirli, ma lei si era rifiutata, adducendo strani impegni. E senza nemmeno attendere la sua domanda gli mostrarono il ritratto: un volto tutto rughe, che sembrava uno di quelli da concorso fotografico ai tempi dell’analogico. Gaspare pensò che sarebbe stato necessario ricorrere al Photoshop: via le rughe e anche una piccola correzione al naso. E quella cosa che si vedeva spuntare alle sue spalle? Sembrava addirittura una scopa: via anche quella. Comunque, si disse Gaspare, non avrebbe voluto incontrare nemmeno lei.

Il lungo cammino sembrava stesse per finire. Molta gente si stava affiancando a loro. Gaspare non aveva mai visto della gente così particolare camminare affiancata: c’era il pastore con una pecora sulle spalle, seguito dal pescivendolo con il suo cesto di pesci e la contadinella. E poi vide una ragazza con un cesto pieno di arnesi di ferro, e un’altra con un bambino in braccio, che continuava a chiamare Stefano. Non riusciva nemmeno a tenere il conto, quando vide che Baldassarre aveva preso in mano la sua fotocamera e stava riprendendo quella varia umanità. Certo, pensò Gaspare, avrebbe venduto bene il suo reportage. E mentre lo pensava alzò lo sguardo: non poté trattenere una esclamazione di meraviglia. Non aveva mai visto delle figure alate: avevano delle vesti colorate e delle grandi ali bianche che muovevano dolcemente, in un grande gesto protettivo.

Prese in mano la sua fotocamera: è vero, la sua era una macchina da collezione, ma non poteva certo perdere un’occasione simile e si pentì di non aver portato invece una macchina di quelle più moderne, in grado di riprendere i video. Che fantastiche riprese avrebbe potuto fare, pensò, mentre guardava il solito Baldassarre che aveva messo in pratica la sua idea. Gaspare distolse lo sguardò. Guardò davanti a sé e vide una scena che non avrebbe mai più dimenticato: sentì i suoi occhi che bruciavano, abbagliati.

Si strofinò gli occhi: si era svegliato improvvisamente e tutta quella visione fantastica era scomparsa. Però aveva riconosciuto quel rumore che l’aveva svegliato dal suo sogno: Babbo Natale, dopo averlo fotografato, gli stava portando via la sua adorata fotocamera analogica.

 

Grazie a Stefano De Rosa per l’illustrazione

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