GDPR e fotografia: miti, realtà e… confusione

Tau VisualL’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sulla privacy o GDPR, avvenuta il 25 maggio, ha provocato numerosi mal di testa agli operatori di ogni settore, fotografi compresi. La particolare mole del testo di legge, l’ovvia impossibilità di prevedere tutte le casistiche esistenti, e non ultima la mancata pubblicazione nel nostro Paese della necessaria circolare attuativa (un obbligo di legge con termine 6 aprile 2018 disatteso dal Governo) hanno dato il via a una congerie di interpretazioni, paure e informazioni spesso inesatte. Ma cosa comporta effettivamente il GDPR per l’attività fotografica, sia essa professionale che amatoriale? È vero che la nuova legge ha di fatto “ucciso” la street photography? È vero che la fotografia di matrimonio non è più pubblicabile perché esprime le convinzioni religiose degli sposi? E la fotografia stock? Il ritratto?
Su questi temi prova a fare chiarezza l’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual con un’analisi puntuale pubblicata sul numero di giugno di Osservatorio Digitale: lettura tanto interessante quanto essenziale per sapere esattamente a cosa si va incontro ogni volta che si preme il pulsante di scatto della propria fotocamera.

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