Parte da Forlì la retrospettiva su Ferdinando Scianna

Il 22 settembre 2018, negli spazi espositivi del Complesso di San Domenico a Forlì, aprirà al pubblico la grande mostra retrospettiva dedicata a Ferdinando Scianna, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director della mostra e organizzata da Civita Mostre. Con circa 200 fotografie in bianco e nero stampate in diversi formati, la rassegna attraversa l’intera carriera del fotografo siciliano e si sviluppa lungo un articolato percorso narrativo, costruito su diversi capitoli e varie modalità di allestimento visitabile fino al 6 gennaio 2019.

Dopo l’esordio a Forlì (Complesso di san Domenico), promosso dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e da Civitas srl in connessione con la Settimana del Buon Vivere, la mostra sarà quindi presentata in varie altre città, in Italia e all’estero, a partire da Palermo (Galleria d’Arte Moderna) e Venezia (Casa dei tre Oci) nel 2019.

Celia Forner - Sevilla, 1988. © Ferdinando Scianna
Celia Forner – Sevilla, 1988. © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna è uno tra i più grandi maestri della fotografia non solo italiana. Ha iniziato ad appassionarsi a questo linguaggio negli anni Sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia. Il suo lungo percorso artistico si snoda attraverso varie tematiche – l’attualità, la guerra, il viaggio, la religiosità popolare – tutte legate da un unico filo conduttore: la costante ricerca di una forma nel caos della vita. In oltre 50 anni di racconti non mancano di certo le suggestioni: da Bagheria alle Ande boliviane, dalle feste religiose – esordio della sua carriera – all’esperienza nel mondo della moda, iniziata con Dolce & Gabbana e Marpessa. Poi i reportage (fa parte dell’agenzia foto giornalistica Magnum), i paesaggi, le sue ossessioni tematiche come gli specchi, gli animali, le cose e infine i ritratti dei suoi grandi amici, maestri del mondo dell’arte e della cultura come Leonardo Sciascia, Henri Cartier-Bresson, Jorge Louis Borges, solo per citarne alcuni.

Avendo deciso di raccogliere in questa mostra la più ampia antologia dei suoi lavori fotografici, con la solita e spiccata autoironia, Ferdinando Scianna, in apertura del percorso espositivo, sceglie un testo di Giorgio Manganelli: “Una antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”.

New York, 1985. © Ferdinando Scianna
New York, 1985. © Ferdinando Scianna

Ferdinando Scianna del suo lavoro scrive: come fotografo mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta. Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo.

La mostra si articola in sei sezioni:

  • LA MEMORIA, Bagheria – La Sicilia – Le feste religiose
  • IL RACCONTO, Lourdes – I bambini – Kami – Il dolore
  • OSSESSIONI, Il sonno – Le cose – L’ombra – Bestie – Gli specchi
  • IL VIAGGIO, America – Deambulazioni – I luoghi
  • RITRATTI
  • RITI E MITI, Le cerimonie – Donne – Marpessa

In una audioguida che sarà a disposizione di tutti i visitatori (in italiano e in inglese), Scianna racconta in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo. Un vero e proprio racconto parallelo, che consentirà di conoscere da vicino il suo percorso umano e di fotografo.

Sarà proposto in mostra un documentario dedicato alla vita professionale di Ferdinando Scianna. La mostra sarà corredata da un grande catalogo pubblicato da Marsilio Editori.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale dei Musei di San Domenico.

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