L’occhio e lo smartphone. Puntata 51

Pubblicato il 31 ottobre 2014 in Filtri fotografici, Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.itUna app al giorno potrebbe anche togliere il medico d’intorno per quanto mi sembri abbastanza improbabile; se invece intendiamo dedicare una giornata di test a una determinata app vuol dire approfondirne le caratteristiche e comprenderne al meglio le possibilità.

L’ultima app in ordine di tempo alla quale ho dedicato un’intera giornata di prove è “Photo FX” della Tiffen. Questo nome ci riporta al produttore di filtri in vetro più noto per gamma di prodotti, per qualità e per metodo di fabbricazione. Si tratta infatti di vetri ottici colorati in pasta mentre altri produttori (ad esempio Kodak con la gamma Wratten) preferiscono incollare letteralmente tra due vetri ottici (vetri con le facce perfettamente parallele e comunque di qualità) un foglio di gelatina con il colore e la trasparenza destinate a quel filtro della gamma.

Tiffen ha creato una serie di filtri elettronici con la gamma completa dei propri filtri in vetro ma con un numero incredibile di parametri da variare per ogni funzione.

C’è una prima scelta da fare ed è quella del filtro da usare; dopodiché è possibile ricercare, nella vasta gamma di sfumature del filtro stesso, tonalità, sfumature del colore di base e contrasto. Sono tutte funzioni a parametri variabili: sullo schermo del dispositivo è sempre visibile l’originale per un confronto continuo sulle correzioni apportate, mentre l’immagine in lavorazione può essere ingrandita.

Nella gamma dei filtri disponibili Tiffen Photo FX contiene anche quelli voluti e studiati appositamente su specifiche del DP Vittorio Storaro.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 50

Pubblicato il 27 ottobre 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.it“Fare un bilancio non è facile”, cantava tempo fa Mina a chiusura di uno spettacolo televisivo di grande successo: lo stesso mi pare si possa dire per fare un bilancio su quasi un anno di smartphoneography, questo 2014 che va finendo.

Un anno di questa nuova forma d’arte; un anno, almeno per me perché mi ci sono innamorato abbastanza recentemente e cerco di approfondirla quasi quotidianamente.

Nuovi e seri autori sono apparsi a mostre e concorsi, un numero infinito quello delle app dedicate, una rassegna interessante quella degli accessori, un incredibile progredire quella dei nuovi apparecchi.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 49

Pubblicato il 17 ottobre 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.itPasseggiando tra le stelle con il nostro smartphone? Non è – e non vuole essere – il titolo di qualcosa che faccia spettacolo anche se spettacolo lo fa… eccome! Passeggiare nel senso di divertirsi, di lasciare fuori casa gli stress quotidiani: perché ormai con il nostro smartphone non abbiamo più limiti alla nostra creatività.

Ho visto alcune immagini dei crateri lunari e di altri satelliti scattate dalle fotocamere dei telefonini grazie ad appositi accessori e sono scatti di ottimo livello, in certi casi considerabili di qualità professionale.

Chi è stato all’ultima edizione di Photokina ha avuto modo di vedere in funzione questi gioiellini di accessori. Celestron, azienda leader nel campo della fotografia astronomica e scientifica, così li definisce: “Accessori di semplicissima connessione tra il vostro smartphone e il telescopio per foto istantanee della luna, dei pianeti e di molto ancora – passaggio veloce tra lo scatto e la visualizzazione del display per scegliere l’immagine – piccoli, compatti e leggeri, perfetti per spostarsi sul campo“.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 48

Pubblicato il 10 ottobre 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.itNon è più il caso di stare a far conti su quante immagini vengano catturate e postate ogni giorno nel mondo, con qualsiasi tipo di cellulare. I quaranta milioni di fotografie pubblicate ogni giorno sui vari social network che si stanno rincorrendo riempiono gli schermi di computer e telefonini, ma guardare un’immagine con questi mezzi è abbastanza disagevole.

Oggi le stampanti (da casa) costano pochissimo; in compenso sono alle stelle i prezzi degli inchiostri. Ma la foto stampata su carta ha tutt’altro sapore.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 47

Pubblicato il 3 ottobre 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.it | Foto di Jean-François GornetSvegliarsi alla mattina e non sentire nemmeno un “cinguettio”… guardare verso l’alto e vedere un cielo azzurro sgombro da qualsiasi “cloud”… Ci sarebbe da spaventarsi perché significherebbe che il mondo è cambiato in una sola notte! Metaforicamente, perché stiamo cambiando sì velocemente, ma in modo inverso.

Mi riferisco alla smartphoneography, che continuo a considerare una nuova ma importante “forma d’arte” ma che mi pare stia cedendo un po’ troppo velocemente i propri spazi ai cosiddetti “selfie”.

Narciso, invece, all’IFA di Berlino sarebbe stato felice. Non più smartphone con telecamerine anteriori da 2 megapixel (proprio pochino), ma ecco le novità.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 46

Pubblicato il 26 settembre 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.itPiattaforma o sistema operativo? Sono due definizioni della stessa cosa, anche se il termine attualmente più adoperato è “sistema operativo”. Praticamente tutto quanto, sotto forma di memorie, circuiti, camere fotografiche, calcolatrici, conversazioni e tutte le altre centinaia di funzioni insite ormai in un cellulare, viene gestito dal sistema operativo.

I due grandi e logicamente più noti sistemi operativi nell’ambito dei dispositivi mobili sono iOS e Android, ai quali si aggiunge un po’ più in sordina Windows Phone. Sulla funzionalità e facilità d‘impiego di questi sistemi non credo sia possibile fare altro che disporre di tecnici e attrezzature idonee o chiederne parere agli utenti e tirarne le somme sotto forma di inchiesta/statistica. Chiaramente questa diviene quasi solo un gioco.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 45

Pubblicato il 19 settembre 2014 in L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da Adriano Bernacchi

Smartphoneography | Fotoguida.itL’ufficio del tipico produttore hollywoodiano si presentava solitamente con grande finestrone ricurvo alle spalle (copia di quello del presidente USA), grande scrivania ingombra di telefoni e dittafoni, ritratti eseguiti dai grandi fotografi degli studios dei divi più famosi che per quella casa di produzione avevano lavorato.

Il “camera department”, gioia dei direttori della fotografia, custodiva una infinità di enormi macchine da presa che andavano dal consueto 35mm al CinemaScope, al VistaVision al Cinerama (se me li sono ricordati tutti). Ma gli oggetti presenti sulla scrivania in numero maggiore restavano i telefoni. Pensate se avessero detto a questo signore: “Domani con uno di questi ci facciamo un film”!

La cosa è stata fatta, il risultato si intitola “And Uneasy Lies the Mind” e sarà possibile vederlo via video-on-demand da questo mese di settembre.

I due autori-sceneggiatori, Jonas Fisch e Dillon Tucker, hanno chiesto a un produttore indipendente se volesse produrre e dirigere questo progetto, e questa è la storia.

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L’occhio e lo smartphone. Puntata 44

Pubblicato il 12 settembre 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da Adriano Bernacchi

Lytro Field Camera | Fotoguida.itGli obiettivi degli smartphone posseggono focali talmente corte che risulta abbastanza difficile che un’immagine non sia completamente a fuoco. Eppure, quando si utilizza qualche apparecchio con zoom magari ottico o anche solo digitale, si può presentare il dubbio del “cosa metto a fuoco?”.

Già nel 2012 un’azienda americana aveva messo a punto e prodotto una macchina fotografica avveniristica anche nel design, un semplice parallelepipedo di pochi centimetri di grandezza e svariati colori battezzato Lytro Light Field Camera. Prerogativa della Lytro, dotata anche di zoom ottico, è la possibilità di scegliere il punto di messa a fuoco a posteriori. “Mettere a fuoco non è più necessario” – infatti basta inquadrare e scattare, dopodiché software e algoritmi complicatissimi provvedono a una perfetta messa a fuoco nel punto esatto prescelto. Lungi dall’essere un semplice gadget, questa prima fotocamera di tipo plenottico è stata affiancata nella primavera del 2014 da un altro modello, più evoluto, sempre prodotto da Lytro: la Illum, di cui potete trovare un resoconto più approfondito qui.

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