L’occhio e lo smartphone. Puntata 51

Pubblicato il 31 ottobre 2014 in Filtri fotografici, Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da

Smartphoneography | Fotoguida.itUna app al giorno potrebbe anche togliere il medico d’intorno per quanto mi sembri abbastanza improbabile; se invece intendiamo dedicare una giornata di test a una determinata app vuol dire approfondirne le caratteristiche e comprenderne al meglio le possibilità.

L’ultima app in ordine di tempo alla quale ho dedicato un’intera giornata di prove è “Photo FX” della Tiffen. Questo nome ci riporta al produttore di filtri in vetro più noto per gamma di prodotti, per qualità e per metodo di fabbricazione. Si tratta infatti di vetri ottici colorati in pasta mentre altri produttori (ad esempio Kodak con la gamma Wratten) preferiscono incollare letteralmente tra due vetri ottici (vetri con le facce perfettamente parallele e comunque di qualità) un foglio di gelatina con il colore e la trasparenza destinate a quel filtro della gamma.

Tiffen ha creato una serie di filtri elettronici con la gamma completa dei propri filtri in vetro ma con un numero incredibile di parametri da variare per ogni funzione.

C’è una prima scelta da fare ed è quella del filtro da usare; dopodiché è possibile ricercare, nella vasta gamma di sfumature del filtro stesso, tonalità, sfumature del colore di base e contrasto. Sono tutte funzioni a parametri variabili: sullo schermo del dispositivo è sempre visibile l’originale per un confronto continuo sulle correzioni apportate, mentre l’immagine in lavorazione può essere ingrandita.

Nella gamma dei filtri disponibili Tiffen Photo FX contiene anche quelli voluti e studiati appositamente su specifiche del DP Vittorio Storaro.

Tiffen Photo FX è una app con la quale si possono creare centinaia di effetti, anche se in realtà il loro numero è pressoché infinito perché tutti i parametri possono essere variati anche di pochissimo.

Smartphoneography | Fotoguida.it

Per creare piccoli o grandi capolavori si può certamente affermare che per la smartphoneography tutto è molto facilitato ricorrendo anche ad altre app non meno accattivanti, SnapSeed ad esempio, anche se con molte meno possibilità.

Essendo la smartphoneography una forma d’arte, quanto di più serve è la fantasia e la voglia (e non dimentichiamo il tempo, ahimé mai abbastanza) di sperimentare.

Share