L’occhio e lo smartphone. Puntata 42

Pubblicato il 29 agosto 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da

Smartphoneography | Fotoguida.itChi non ha mai trovato in qualche cassetto una vecchia fotografia con la gelatina incrinata, quasi fosse un vetro? Sconosciuto il personaggio ma non la casa, ristrutturata ma ancora quella. Quindi ci si può immaginare che l’istantanea sia stata scattata da qualche parente appassionato di fotografia.

Nella vita le mode, gli stili, i modi di vivere o di porsi apparentemente cambiano ma sono una parabole: nascono, crescono, poi, una volta arrivati al culmine, ridiscendono per tornare più o meno all’origine. Un giro di parole forse troppo lungo, ma è la realtà.

La nascita dei paparazzi, legata soprattutto alla “dolce vita” romana (il neologismo “paparazzo” è stato creato inconsapevolmente da Fellini, che appunto nel film La Dolce Vita assegnò questa parola come cognome a un fotografo), cambiò il modo di raccontare una storia certamente non preparata a tavolino ma improvvisata tra inseguimenti, scazzottate (vere?) e baci rubati (ma anche a questo credo poco!) da un teleobiettivo. I divi, specialmente quelli non ancora tali, necessitavano di essere visti di continuo sui rotocalchi, e per i reporter divenne una manna.

Credo fosse un lavoro infernale – prima di tutto quasi esclusivamente nottetempo, poi correre in laboratorio, poi quello che era forse il momento più difficoltoso: andare ad offrire il servizio ai rotocalchi per magari sentirsi dire che avevano già acquistato da altri.

Le feste si trasferirono nelle dimore private, lussuose, spaziose e almeno un reporter ufficiale era presente, invitato dai padroni di casa ed oltretutto esclusivista – e non era roba da poco – delle immagini scattate.

La parabola era arrivata al culmine, finiva la dolce vita, almeno per molti. Ora ci sono le feste private e gli eventi; a questi ultimi non mancano certo i reporter, anche in questo caso spesso invitati dagli organizzatori.

Ho letto ultimamente che, esclusi quasi completamente i paparazzi dalle feste private, sono gli stessi anfitrioni a fare le loro veci attraverso il continuo scatto di selfie, con la conseguenza di mantenere oltretutto il totale controllo sulle immagini. Sono loro stessi a decidere cosa postare, dove, ma soprattutto quali immagini ritengono migliori o più significative e coinvolgenti per essere messe in rete.

La parabola risale, vedremo almeno piccole storie raccontate diversamente perché, pur essendo ognuno un creatore di selfie, magari inconsciamente si sarà creato un suo stile individuale più o meno riconoscibile.

Che grande idea il cellulare con la fotocamera! La prova? Ormai io stesso scatto più foto di quante non siano le telefonate che faccio!

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