L’occhio e lo smartphone. Puntata 40

Pubblicato il 25 luglio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Il treno era uno di quelli ad alta velocità dove i cristalli dei finestrini non si possono abbassare: ecco perché la ragazza ci stava letteralmente incollata con il viso. Il ragazzo correva a fianco del treno che però stava rapidamente accelerando, diminuendo in senso opposto la sua velocità fino a fermarsi, incrociando qualche parente che percorreva il marciapiede verso l’interno della stazione, tanto ormai il convoglio era andato.

Quello che mi interessava era che il ragazzo reggesse in una mano una minuscola steadycam sul quale era montato uno smartphone. Immagino che l’inquadratura finale fosse il binario ormai vuoto e al limite destro la palina dei semafori a fine marciapiede, che in quel momento scattò forse segnalando la linea libera o chissà quale altro comando. Fu tutto in sincronismo come lo era stato fino a quel momento. Il ragazzo si accinse a staccare il telefono dalla steadycam e ad usarlo per la prima funzione per la quale esso era nato: telefonare.

Smartphoneography | Fotoguida.it

Inquadratura orizzontale

Passai in rassegna dove e come potesse servire quella sequenza di pochi secondi ma ne trassi la conclusione che il ragazzo, in pochi secondi, aveva comunque raccontato con una sola inquadratura un’intera storia.

Molti giovani stanno facendo cinema e TV in tutto il mondo con smartphone e tablet ottenendone incredibili risultati; chi pensa di dotare queste mini-telecamere di accessori per un perfetto audio, per la stabilità di un iPad mini su di un cavalletto è già molto avanti nella progettazione. Vedi la storia di Josh Apter, documentarista e inventore, già pubblicata in questa rubrica.

Le scelte per l’inquadratura sono molteplici per le riprese filmate, dai 2:3 al 16:9; quest’ultimo toglie un po’ di spazio all’inquadratura in alto e in basso al fotogramma, ma aggiunge all’immagine profondità di campo.

Smartphoneography | Fotoguida.it

Inquadratura inclinata

E a proposito dell’inquadratura (siamo tornati alla smrtphoneography) la scelta è comunque tra orizzontale, verticale, inclinata sia orizzontalmente che verticalmente, quadrata.

Alcune app come ad esempio Hipstamatic Instagram e altre scattano solo in quadrato. Per la fotografia la scelta è quasi esclusivamente legata al soggetto. Le riprese video possono esserlo anche loro, pur essendo orizzontali (diciamo in bolla) e/o inclinate, quindi la scelta è solo sul formato (proporzioni fra altezza e larghezza tipo 16:9 ecc.).

Ho preparato tre schemi elementari per poter dire quattro parole su questo argomento.

Smartphoneography | Fotoguida.it

L’immagine diritta (in questo caso è un gruppo e quindi una foto ricordo) non credo possa dare enormi emozioni. Ci sarà certamente un paesaggio alle spalle o un interno di ristorante o altro, speriamo che per questa volta manchi quello delle corna, di solito il più alto e dietro tutti.

La stessa immagine con un minimo di inclinazione sembra dare un senso di movimento, di allegria. Se poi durante lo scatto qualcuno risultasse decisamente mosso la foto diverrebbe realmente dinamica.

La foto verticale restringe decisamente il campo quindi allontanandoci dal gruppo per comprendere tutte le persone avremmo solo una riga in basso con il gruppo: una scelta giustificata dall’avere almeno alle spalle il Cervino, cima compresa.

Poi è solo questione di sperimentazione ed è lì che sovente, magari sbagliando, escono dei capolavori.

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