L’occhio e lo smartphone. Puntata 39

Pubblicato il 18 luglio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Guardando in televisione alcune immagini di qualche partita serale dei recenti Mondiali di calcio mi hanno sempre lasciato stupito le migliaia di piccoli colpi di flash scattati in continuo dalle tribune verso il campo dove si sta svolgendo qualche interessante azione. Gli stadi sono illuminati a giorno, quindi qualcosa sulla scheda di memoria resterà: ma non sarà mai la luce di quel minuscolo LED che, al massimo, brucerà la nuca dei primi due spettatori immediatamente seduti davanti al colpevole smartphone!

La luce è senz’altro la prima voce che considero per scattare anche velocemente un’immagine, situazione permettendo. Pur restando sempre nel campo della smartphoneography, dal momento che si può scegliere il punto o porzione d’immagine per una esposizione ottimale, considero la fotografia in controluce quella che dà maggiore profondità all’inquadratura.

Smartphoneography | Fotoguida.itLe migliori immagini ottenute con uno smartphone allo stadio sono quelle scattate a luce ambiente (sempre parlando di partite in notturna o con tempo particolarmente scuro): non importa se sono leggermente mosse o se mossa ne è solo una parte, rendono al massimo l’idea del movimento e se risultano un po’ scure potete sempre “aprire” i neri in un secondo tempo con qualcuna delle app che usate normalmente.

Facciamo un semplice conto: se la luce viaggia a 300.000 km/sec. è anche vero che la sua intensità è proporzionale al quadrato della distanza tra sorgente e punto da illuminare, quindi della potenza di un piccolo e già di per sé poco potente LED poco o niente arriverà sul soggetto (a 100 metri di distanza ne arriverà un decimo).

Problema irrisolvibile? Tutt’altro: è sufficiente escludere il flash dagli scatti.

Anche se usiamo un smartphone, i risultati per quanto riguarda la luce possono essere tranquillamente tenuti sotto controllo: un gruppo di amici o semplicemente il primo piano di una ragazza fotografati con luce frontale, cioè alle spalle di chi scatta, appiattirà l’immagine; inoltre, se la luce frontale provenisse troppo dall’alto, infosserebbe gli occhi e allungherebbe l’ombra del naso sulla bocca. In questo le ore peggiori sono quelle attorno al mezzogiorno, quando il sole è a picco sulle nostre teste.

Smartphoneography | Fotoguida.itLa luce di taglio è più plastica e se vi fate aiutare da un amico con un semplice foglio bianco (basta un A4) o un cartoncino (il coperchio di una scatola) posizionato dalla parte opposta alla fonte luminosa in modo che ne rifletta un pochino per ammorbidire le ombre, il risultato sarà senz’altro valido sia per il gruppo che per un primo piano (il formato A4 logicamente non basta se il gruppo è numeroso). Le giornate con cielo coperto, quindi solo con luce diffusa, possono permettere di creare primi piani senza ombre degne di una rivista patinata.

Naturalmente tutto questo discorso di luce, sempre riferito alla smartphoneography, è valido per composizioni basate sui volti. Anche se scattate con un cellulare, le foto paesaggistiche, le foto notturne o quelle ancora di altro genere prevedono parametri differenti.

La smartphoneography può dare grandi soddisfazioni e grandi risultati. È il nostro terzo occhio sempre a portata di vista.

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