L’occhio e lo smartphone. Puntata 38

Pubblicato il 11 luglio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Smartphoneography | Fotoguida.itHDR”, chissà cosa è costei!”. Forse c’è ancora qualche novello Don Abbondio che se lo chiede – ci provo anch’io per convincermi di aver capito tutto e bene. Innanzitutto, “HDR” è l’acronimo di High Dynamic Range, ovvero ampia gamma dinamica.

Usata solo con il successivo ausilio di un computer e relativo software, consiste principalmente nello scatto di varie immagini dello stesso soggetto, ovviamente con un cavalletto solido, variando i tempi di scatto e solo quelli; decidendo infatti di variare il diaframma per ogni immagine scattata, varierebbe – anche se di poco – la profondità di campo.

Ogni singola esposizione è scelta per singole parti dell’immagine totale che possono essere sotto o sovraesposte con relativa perdita di dettagli. I vari software dedicati che si trovano in commercio elaboreranno i singoli scatti realizzando una unica immagine perfetta molto vicina a come noi l’avevamo percepita originariamente grazie all’ampissima gamma dinamica del nostro occhio.

Parlando nel nostro caso di cellulari anche molto sofisticati, la funzione HDR è presente ma in modo automatico senza possibilità, per ora, di poter scegliere numero di immagini ed esposizione del punto di ogni singola immagine.

Smartphoneography | Fotoguida.itLe due immagini sono scattate in successione molto rapida e di conseguenza anche naturalmente con lo smartphone in mano. Questo significa che se si fotografa un soggetto in movimento con una angolazione di circa 45 gradi, il risultato dovuto alla velocità del soggetto sarà un’immagine sdoppiata in cui le due “copie” del soggetto sono leggermente sfasate l’una rispetto all’altra. Può essere curioso, ma senz’altro sbagliato!

Si potrebbe allora provare a posizionare lo smartphone su di un cavalletto, escludere la funzione HDR, cercare con il quadratino mobile il punto di esposizione che interessa e scattare ogni volta una immagine – poi il percorso sarebbe identico tramite computer.

Non so se ne valga la pena, forse i produttori qualcosa stanno già facendo ma qui si ritorna alla consueta diatriba che oppone la fotocamera reflex/compatta allo smartphone. Io continuo a credere che si tratti di due mezzi che, essendo diversi tra di loro, vadano usati in modo consono ad ogni tipologia di apparecchio.

A corredo del testo potete vedere tre immagini scattate con il mio iPhone: la prima in alto è quella ottenuta con la funzione HDR del cellulare stesso, alla quale è stato aggiunto un po’ di contrasto con Snapseed; subito sotto il primo scatto, quello per così dire “originale” che dà avvio alla sequenza HDR dello smartphone.

Smartphoneography | Fotoguida.itL’ultima immagine, infine, è una piccola curiosità che nasce da una specifica richiesta di mia moglie: “Quando l’ho visto prima il sole si rispecchiava sul grattacielo”. Nessun problema, le ho risposto: “Lo rimettiamo immediatamente con Photoshop!!!”. Ed ecco il risultato.

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