L’occhio e lo smartphone. Puntata 37

Pubblicato il 4 luglio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography da

Programmare un viaggio con mezzi normali è qualcosa di eccitante che ti fa sognare prima ancora di partire. Programmarne uno misto alla normalità e all’avventura per il quale considerare un certo numero di incognite comincia a non essere da tutti. Ma prepararsi ad un viaggio durante il quale l’unico protagonista sei tu, padrone assoluto di come muoverti giorno per giorno, padrone assoluto di interromperlo (ma credo non lo faccia nessuno), contando solo sulle tue forze, quelle fisiche e quelle d’animo, credo sia il più difficoltoso ma sicuramente il più soddisfacente e affascinante in assoluto.

Parlo di un viaggio compiuto assolutamente a piedi, con dislivelli non indifferenti, con sentieri segnati sulle pietraie, ma soprattutto che si sviluppa lungo un percorso di circa 800 km (come andare a piedi da Milano a Napoli, ed è già lunga in macchina!). Il viaggio, se così è corretto chiamarlo, è il “Cammino di Santiago di Compostella”, ma non pensiate di trovarvi soli: alla fine è un gruppo di amici tutti in marcia verso la meta prefissata.

La cattedrale di Burgos, celebrata dalla Zecca spagnola su una moneta da 2 euro coniata nel 2012

Chi decide di farlo lo compie con uno scopo ben preciso che credo rimanga un segreto nel cuore dei partecipanti.

Ho chiesto a questo amico appena tornato da questa esperienza quale priorità avesse dato alla realizzazione di un racconto o di documentazione fotografica, a parte lo scopo principale. Alla fotografia è stato assegnato il secondo posto.

Ne voglio parlare perché la scelta del mezzo è caduta su di uno smartphone, un modello Samsung S3: un solo apparecchio per comunicare, per far partecipi parenti ed amici in tempo reale dei luoghi attraversati e visitati, e soprattutto per realizzare uno splendido esempio di Smartphoneography!

La cattedrale di León, uno dei capolavori del gotico spagnolo

Così ci siamo visionati più di 600 immagini, 120 delle quali dedicati ai ritratti. Ritratti dai quali traspare la serenità di questi viaggiatori e la gioia per questa avventura. Ritratti di persone delle quali poi diventi inevitabilmente amico.

Durante il cammino incontri città grandi, favolose per l’architettura, per la loro storia: Burgos, Leon, Pamplona, e raggiungi già dall’inizio il famoso passo di Roncisvalle dove da una chiesa seicentesca è stato ricavato un ostello.

L’ostello a Roncisvalle

Le immagini di Maurizio hanno documentato tutto con dovizia di particolari, ci sono brevi sequenze realizzate con la tecnica sempre suggestiva del “time lapse”, ci sono interni tutti scattati senza l’ausilio del flash che avrebbe sicuramente sovvertito l’atmosfera del luogo (meglio eventualmente un’immagine leggermente mossa che quelle orribili flashate che appiattiscono tutto con tanta luce in primo piano e buio in fondo).

Un sorriso dall’Ungheria

Le immagini di Maurizio raccontano di persone e di luoghi e di qualcosa di più che è un atto di fede. Uno splendido esempio di Smartphoneography intesa come arte, come racconto o, se vogliamo, più semplicemente come diario di viaggio.

Delle app di fotoritocco ne è stata usata una sola, più che altro per accentuare alcune atmosfere, ma l‘incredibile sta nel fatto che ogni piccola correzione è stata inserita senza interrompere il cammino, guardando un po’ avanti e un po’ allo schermo dello smartphone.

Una coppia canadese lungo il Cammino

Mi auguro che queste immagini possano in qualche modo circolare, ed incuriosire, a convincere che la smartphoneography è comunque un mezzo dalle sempre maggiori possibilità, una alternativa in infinite circostanze alla fotografia classica che richiede tempi più lunghi (e magari qualche intervento successivo al computer), mentre con un cellulare basta infilare una mano in tasca e tutto quel che occorre è disponibile sul proprio palmo.

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