L’occhio e lo smartphone – Puntata 29

Pubblicato il 2 maggio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Smartphoneography | Fotoguida.itPotevi vederli all’opera ai giardini pubblici, all’attracco di qualche piroscafo o, sicuramente, alle feste di paese. Ma il soggetto non era il paesaggio, che semmai casualmente faceva da sfondo, ma le coppiette. Perché questi artigiani della fotografia – o meglio, del ritratto – erano i “fotografi ambulanti”.

Solitamente la parola “ambulante” è associata ora più che mai a qualcuno che tenta di sbarcare il lunario cercando di venderti qualcosa quasi sempre inutile. E quasi sempre l’acquisto diventa un atto di carità senza umiliare nessuno. Ma il fotografo ambulante era un personaggio con una sua precisa immagine, un “professionista” insomma. Sempre in giacca, spesso in cravatta con l’immancabile cappello, quello che di lui colpiva maggiormente era l’attrezzatura davvero geniale. Vale la pena descriverla per poi approdare agli immancabili smartphone, diretti discendenti perché qualcosa in comune hanno.

La macchina: un cassone in legno completa di tutto – ottica con montatura in ottone, vetro smerigliato sul quale, protetti da un panno nero, mettere a fuoco il soggetto – vano con prodotti chimici per eseguire lo sviluppo immediato dell’immagine che veniva (e qui sta la genialata) ripresa non su pellicola ma su carta!

Fotografi ambulanti | Fotoguida.it

Credo che nessuno abbia mai pensato a ISO o ASA o tempi di posa. O si toglieva e rimetteva rapidamente il tappo dell’ottica per la giusta esposizione, o nei modelli più avanzati si apriva l’otturatore tramite una pompetta di gomma. Poi l’immagine negativa sviluppata veniva rifotografata tante volte quanto fossero le copie richieste – veramente ogni copia era un originale.

Cosa ha in comune questo antico mezzo con i nostri moderni smartphone? Forse niente, forse tutto. Diciamo che gli smartphone sono i discendenti diretti di quella che a ragione può essere considerata tra la ritrattistica e la street photography perché, a mio personale parere, lo scatto con il cellulare è qualcosa di diverso, di assolutamente particolare dato il mezzo impiegato.

La foto rimarrà sempre tale, sicuramente cambieranno le tecniche per realizzarla. Della foto rimarrà sempre il grande fascino: mi hanno affascinato i “fotografi ambulanti” con la loro dignità, creatività, tecnica; mi ha affascinato l’avvento dell’impensabile Polaroid; mi affascina (direi che me ne sono innamorato) la Smartphoneography.

Sono pronto a innamorarmi di quanto avverrà credo in tempi brevi. Anche se per ora non tradisco la smartphoneography!!!

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