L’occhio e lo smartphone. Puntata 27

Pubblicato il 11 aprile 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Bella, brava nelle sue interpretazioni, un linguaggio italiano che proprio perché lascia a desiderare finisce con il far parte del personaggio. Una showgirl, una vita sentimentale movimentata, quindi un inseguimento continuo da parte di fotoreporter e non, alla caccia di una sua immagine da offrire a settimanali o tv. In questo caso la dichiarazione del personaggio è chiara – preferisce le immagini scattate da amici e parenti con i loro smartphone,(anche se qualche volta non perfette) però più vere, più momenti di una giornata passata tra amici, o lavorando, o attimi forse ancora più belli passati da mamma.

È lei stessa che alla fine sceglie le immagini che reputa opportuno pubblicare, e posta.

Queste notizie rappresentano più che altro un angolo di curiosità legato alla smartphoneography, per questo non cito il nome del personaggio – lascio ai lettori il compito di indovinarlo (la notizia è tratta da un settimanale italiano).

A volte una semplice immagine scattata con il telefonino può essere un vero capolavoro sia per il contenuto che per un momento magico di luce, a volte perché con una sola immagine l’autore è riuscito a raccontare una storia.

Poi c’è il rovescio della medaglia con relativa nuova definizione ”Belfie”: non è un errore di stampa, ma il termine emergente che definisce i Selfie che prediligono l’esecuzione di autoscatti ponendo particolare attenzione al cosiddetto “lato B” – e i follower sono già milioni!

Di un solo personaggio, se personaggio si può definire, pare che i follower abbiano superato la ragguardevole quota dei tre milioni.

Allora d’ora in avanti mi piacerebbe scindere la rubrica in due parti distinte: una prima parte tecnico/artistica con segnalazioni di mostre, di siti, di artisti che fanno della smartphoneography una vera e propria forma d’arte, senza tralasciare gli aspetti maggiormente tecnici con le novità riguardanti gli apparecchi e soprattutto le app. Una seconda parte invece frivola (il meno possibile, giusto poche righe) con qualche curiosità leggera e divertente.

Quel che mi auguro esuli in generale dalla smartphoneography, quella presa sul serio in tutto il mondo da grandi artisti o da gente comune dotata soprattutto di curiosità e creatività, è che più le cose sono vuote di contenuti, più sono seguite. Personalmente, invece, continuo a credere in una smartphoneography ricca di idee e di contenuti.

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