L’occhio e lo smartphone. Puntata 23

Pubblicato il 28 febbraio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Granuli T-Grain

Immagine al microscopio elettronico di una emulsione con granuli “T-Grain”

Nell’era delle emulsioni fotografiche l’aumento di sensibilità corrispondeva ad un aumento delle dimensioni dei granuli dell’emulsione, sovente dando all’immagine quel sapore “sgranato” che non so perché aggiungeva al bianco e nero verità e drammaticità. Kodak provò ad aggiungere definizione alle alte sensibilità con l’avvento delle emulsioni “T Grain” (Tabular Grain) consistente molto approssimativamente nella realizzazione di cristalli molto sottili ma con una ampia superficie per ricevere la luce.

Non dico che le pellicole sono ormai ricordi lontani, ma il problema di fondo esiste ancora. Per la sua più recente produzione, l’iPhone 5S, i tecnici Apple si sono avvalsi di un chip con architettura a 64 bit hanno per mettere a punto una nuova fotocamera con maggiore apertura di diaframma (F/2.2) progettando un sensore più grande (ma non poi di tanto: solo il 15% in più); soprattutto, però, hanno usato pixel più grandi – un po’ come per le emulsioni di maggiore sensibilità.

Pellicola Kodak Tmax 400 ASA

Pellicola Kodak Tmax 400 ASA

Altri produttori usano sensori più ampi per assicurare grande definizione alle immagini ma tutto questo mi lascia molto perplesso quando si tratta di scegliere per un acquisto. Mi sembra infatti (è certo una questione di marketing) che la tanto amata smartphoneography stia prendendo una diversa strada abbandonando quelle che erano le sue caratteristiche principali: poter avere sempre con sé un mezzo per poter catturare immagini, non doversi portare appresso ottiche, corpi macchina ecc., ma essere comunque in grado ottenere immagini altrimenti perdibili.

Spero non sia così e si tratti solo di una mia momentanea piccola paura di fronte a un mercato in grande espansione, con offerte completamente diversificate tra di loro, con una sempre maggiore offerta di accessori, perché non vorrei che la smartphoneography perdesse quella sua spontaneità iniziale e quel modo di fare foto che era diverso dall’uso di una fotocamera.

Il progresso porta sempre a degli sbandamenti, le novità indubbiamente affascinano, ma il progresso troppo precipitoso crea ancora più dubbi. Se dovessi cambiare il mio attuale smartphone, in questo momento particolare sarei certamente confuso ed insicuro sulla scelta.

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