L’occhio e lo smartphone. Puntata 19

Pubblicato il 31 gennaio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

In una precedente puntata de “L’occhio e lo smartphone” avevo scoperto come addirittura fosse stato creato con successo un accessorio che permetteva di scattare immagini o video in formato Cinemascope. Ma il campo visivo del nostro occhio è ben più vasto di una immagine cinemascope: perché quindi non permettere a uno smartphone di creare immagini panoramiche nelle quali trovarsi addirittura immersi al centro?

L’occhio umano possiede un campo visivo orizzontale di circa 160° dati dalla visione binoculare (ogni occhio percepisce circa un campo visivo di 120° circa, e i due campi visivi si sovrappongono per un certo tratto centrale fino ad ottenere il campo visivo totale).

Esiste poi un altro problema: se noi ci guardiamo attorno o ci concentriamo su una porzione di panorama, ad esempio quella massima che il nostro occhio può vedere senza volgere il capo sia a destra che a sinistra, avremo inevitabilmente zone molto luminose, zone scure altre ad alto contrasto, ma il nostro occhio – che è una macchina perfetta – non percepirà né zone sovraesposte né sottoesposte, né dettagli non visibili.

Smartphoneography

È quello che si è tentato di fare, con successo, con alcuni smartphone ed a tal proposito voglio rifarmi ad un articolo-intervista dell’editore di DPreview Barnaby Britton intitolato: “Perché ho continuato a scattare foto con iPhone Panoramas”.

“Ho alternato due camere”, dice l’autore, “una grossa Nikon D800 e una più piccola Fujifilm X100S per parecchi mesi, ora lasciare tutto a casa eccetto il mio cellulare che ho con me sempre e ovunque è una sorta di liberazione”.

Questo non vuole e non può essere un test sul nuovo iPhone 5S né sul sistema operativo IOs 7, ma descrivere una degli aggiornamenti di Apple che a detta dell’autore è la più evidente ed innovativa funzione del nuovo iPhone: la funzione panorama, disponibile solo per il modello 5/5S.

Smartphoneography

L’esposizione seguita automaticamente ma dinamicamente mentre si esegue la panoramica per catturare l’intera scena tiene conto incredibilmente sia dei punti chiari che di quelli scuri e/o medi, e l’immagine finale è perfettamente bilanciata come l’abbiamo percepita durante la ripresa. L’unione delle immagini è accurata ma la “killer feature”, la caratteristica che spopola, è quella che Apple stesa definisce “Dynamic Auto Exposure”.

Le due foto che corredano il testo dimostrano le capacità di questa funzione. La prima immagine è stata scattata esterno, ma vorrei richiamare la vostra attenzione sulla seconda, scattata all’interno di un teatro nel quale  i punti chiari e scuri della scena hanno differenze di luminosità piuttosto evidenti. Il risultato che ne esce è davvero incredibile.

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