L’occhio e lo smartphone. Puntata 16

Pubblicato il 10 gennaio 2014 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Smartphoneography | Fotoguida.itSe una rivista con circa 160 anni di pubblicazione alle spalle ha deciso di realizzare un’edizione dedicata esclusivamente alla smartphoneography, credo ne valga la pena parlarne. Il magazine in questione è il British Journal of Photography. Fondato a Liverpool nel 1857 come Liverpool Photographic Journal e successivamente trasformatosi con la denominazione attuale tra il 1859/60, è stato pubblicato settimanalmente dal 1864 al 2010 per tornare ora a una cadenza mensile e, soprattutto, come rivista elettronica.

Il nuovo nato è invece “FLTR”, magazine con frequenza settimanale, pubblicato esclusivamente su iPhone e acquistabile tramite l’App Store di Apple. Nella sua presentazione, “FLTR intende proporsi come voce importante nella sempre crescente comunità della smartphoneography. Pubblicherà interviste a noti e meno noti fotografi professionisti ed amatori che usano e sperimentano la fotografia con il cellulare e, naturalmente, tutte le novità circa le ultime app, apparecchiature, tecniche”.

Lo sviluppo e il futuro di questo nuovo mezzo prevede numerose continue sorprese e sempre più entusiasti, se si è pensato addirittura ad un magazine con frequenza settimanale.

È un evento importante perché la fotografia col cellulare non è più un fatto marginale legato a qualche immagine nemmeno poi tanto bella d’ambito strettamente personale; al contrario, gli smartphone sono sempre più sofisticati e le immagini che ne derivano sempre più professionali.

Gli sviluppatori di app sono sempre più numerosi, sempre più propositivi; i fotografi, siano essi amatori o professionisti, sono sempre più creativi: persone che non si sarebbero mai avvicinate alla fotografia tradizionale si scoprono essere veri talenti.

Non so se sia corretto o errato affermare che la fotografia è “rinata” e nemmeno se sia giusto dire che “ha progredito” perché il progresso c’è stato e continuo; forse si può affermare che è nato un nuovo “mezzo espressivo” che ha avvicinato alla fotografia milioni di persone.

Credo che all’origine del fenomeno, poi trasformato anche in “Arte”, vi sia stata una questione di costi e di tempi. La fotografia è sempre stata un hobby piuttosto costoso: camere, obiettivi, sviluppi, stampe (una bella immagine meritava un bell’ingrandimento) e i tempi per arrivare al prodotto finale a volte lunghi.

Se avevi in macchina un rullino da 36 pose e alla gita fuori porta ne scattavi più o meno 15/16 non buttavi il resto ma attendevi la prossima occasione per terminarlo, salvo dimenticare il rullino in macchina o aprirla pensando fosse vuota. Poi c’era la riunione con amici e parenti per la classica serata di diapositive (qualcuna la rimpiango, almeno si stava assieme).

Oggi scatti, condividi e a volte ti trovi a far parte di qualcosa che non ti aspettavi succedesse e con i tuoi scatti immediati diventi protagonista dell’evento. Questo nuovo “mezzo espressivo” ha più sfaccettature, più possibilità, maggiore ed impensabile immediatezza. Un progetto come FLTR non fa che confermarne la rilevanza facendoci pregustare nuovi e coinvolgenti sviluppi.

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