Findomestic radiografa il mercato e l’Italia

Pubblicato il 18 dicembre 2013 in Featured da

Osservatorio Findomestic 2014La reflex o la mirrorless invece della compatta: così si indirizza la scelta dei consumatori, interessati a una fotocamera, secondo quanto conferma l’Osservatorio Findomestic. Questo non fa però intravedere un andamento favorevole: «Il settore della fotografia – si legge sull’Osservatorio reso noto a fine novembre – dovrebbe registrare a tutto il 2013 un altro calo della domanda (-25,9% in volume) rispetto al risultato negativo già evidenziato nel 2012 (-21%). In termini di valore del venduto, la contrazione si conferma meno marcata (-18,1%) grazie a prezzi in crescita accelerata (+10,4%). Il calo dei volumi ha più che compensato l’incremento dei prezzi, accentuando la flessione del valore».

Secondo l’elaborazione Prometeia su dati GfK il mercato della fotografia è calcolato nel 2013 pari a 425 milioni di euro. A risentirne è stato soprattutto il segmento delle compatte, in particolare quelle di primo prezzo sostituite dagli smartphone, mentre è cresciuta la vendita delle reflex, anche grazie al sempre maggior arrivo di apparecchi entry level. Continua anche la crescita delle mirrorless: al +11% nel primo semestre del 2013 si accompagna però una contrazione a valore pari a -7%, dovuta a modelli dai prezzi più contenuti.

Tutto questo in un periodo di evidenti difficoltà, che ha indotto a ridurre le spese l’83% degli intervistati per la realizzazione dell’Osservatorio. Per evitare di dover operare forti rinunce, commentano i single, è necessario un reddito di 1350 euro al mese, che diventano 1876 per una coppia senza figli e 1995 in presenza di figli.

Una fetta di intervistati vede la necessità di moderare gli acquisti d’impulso con una maggiore attenzione alla sostenibilità dei consumi. Quale può essere un modello più sostenibile? In Italia, è la risposta, si dovrebbe puntare sulle eccellenze del made in Italy, che sono ambiente, paesaggio, storia, cultura, arte, enogastronomia, lifestyle, ingegno inteso come meccanica di precisione e manifattura ad alto valore aggiunto: «Bisogna produrre e lavorare con ciò che abbonda di più: l’arte, la cultura, l’ingegno, il paesaggio».

Che cosa si può fare oggi per vivere meglio domani? Secondo la maggioranza degli intervistati occorre una migliore ripartizione della ricchezza, una tutela dei più deboli e delle aziende in difficoltà. Segue una «maggiore istruzione, interpretata anche come più ricerca e sviluppo. In questo contesto l’innovazione, secondo la maggioranza, dovrà diventare un’importante risorsa collettiva che dovrà essere composta da tre asset: l’ingegno umano, l’informatica e la biomimesi. Molte strategie sostenibili ispirate dalla natura sono già state tradotte in applicazioni virtuose di avanguardia futuristica». Una percentuale di intervistati non dimentica di parlare di una maggior attenzione a cultura e arte, che sono importanti elementi dell’eccellenza italiana.

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