L’occhio e lo smartphone. Puntata 13

Pubblicato il 6 dicembre 2013 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Scatto, dunque sono”, titola la rubrica Visioni nel numero 50 di Panorama. Un passo indietro rispetto all’originale “penso dunque esisto”, e comunque un bell’articolo che chiarisce alcune cose sui “selfie”, gli autoscattisti che postano sul web. Non si tratta naturalmente di disquisire di tecnica o stile, ma mi discosto brevemente dai temi solitamente trattati in questa rubrica perché dei “selfie” vale la pena di parlarne: in fondo anch’essi fanno parte del vasto mondo della smarthoneography.

Un tempo i pittori, i veri maestri, non resistevano alla tentazione di eseguire un autoritratto ma l’opera finale era una vita raccontata in una sola immagine perché scaturiva l’identità del personaggio, il suo modo di porsi, sovente l’ambiente nel quale era solito muoversi e lavorare – indubbiamente un modo spesso altisonante di farsi conoscere o meglio di farsi ricordare.

Venendo a tempi a noi più prossimi, possiamo constatare come sia d’altra parte terminato il periodo dell’“apparire in TV”, dove la televisione era confinata a un’area geografica, a una nazione, qualche volta solo a una determinata regione. Oggi non esistono più confini; i confini, che tali non sono, oggi si chiamano FaceBook, YouTube, Twitter, Instagram o altro, e chiunque può affacciarsi al mondo intero, esibirsi e provare a raccontare la propria storia (ammesso che a qualcuno dall’altra parte del globo possa interessare).

Nasce quindi da qui la nuova categoria di autoritrattisti, i cosiddetti “selfie”.

Chi sono, perché lo fanno, è una moda o, peggio, una necessità? Raccontano una storia, la loro, o semplicemente si esibiscono davanti ad un vastissimo pubblico cercando e forse trovando un po’ di felicità?

Se è così ben vengano i selfie. In fondo, come la televisione, così anche il computer o il cellulare si possono spegnere o se ne può “cambiare canale”.

Questa settimana la carta stampata ci offre anche un altro spunto con The Art of iPhone Photography | Fotoguida.itThe Art of i-Phone Photography”, un nuovo libro fotografico pubblicato dalla casa editrice californiana Rocky Nook, specializzata in fotografia digitale.

Ad una introduzione al mondo della fotografia con l’iPhone (gli autori ammettono con un po’ di sarcasmo anche quella con gli smartphone Android) e alla innegabile rivoluzione che l’immagine realizzata con uno smartphone ha apportato nel settore, il primo capitolo presenta immagini davvero molto belle che emulano i risultati ottenibili con le classiche reflex digitali e successivo ricorso alla postproduzione.
Gli autori illustrano, con testi affiancati alle immagini cui si riferiscono, i procedimenti usati con dovizia di particolari e con un dettagliato elenco delle app usate.

Essendo gli autori diversi, un aspetto che ho trovato negativo del libro è il variare in modo eccessivo dello stile degli scritti, conseguenza del fatto che ogni fotografo ha realizzato la propria sezione in completa autonomia.

Chi si è dilungato, chi è stato essenziale, credo che ognuno abbia scritto come è solito porsi: quindi da questo punto di vista il libro non ha una unità stilistica, ma forse potrebbe funzionare proprio per questo perché se ognuno ha uno stile per le immagini sicuramente ha uno stile nello scrivere, nell’esporre.

Quello che è interessante è al contrario la differenza di manipolazioni che ogni autore ha usato per raggiungere il proprio scopo o stile d’immagine, si trattasse di lavori reali o astratti; per esempio, un autore si è servito di ben dieci differenti app per ricavare una sola immagine finale.

In definitiva si tratta di un libro guida e contemporaneamente di una galleria fotografica dei fotografi/artisti che lo hanno realizzato, un libro stampato con grande qualità e attenzione alle immagini. La pubblicazione contiene anche un glossario delle app e informazioni per chi voglia avvicinarsi alla smartphoneography.

Una critica che mi sento di muovere al libro è che sarebbero state forse meglio 100 pagine al prezzo di $20 piuttosto che 300 pagine a $45, o meglio ancora una edizione condensata.

Ad ogni buon conto l’idea del libro è accattivante, e la propongo come un possibile esperimento da seguire per tutti gli appassionati di smarthoneography che ci seguono, e che magari sono alla ricerca di uno spunto per iniziare a dare vita a un e-book.

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