L’occhio e lo smartphone. Puntata 10

Pubblicato il 15 novembre 2013 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Si parla molto ultimamente di smartphone con sensori da 41 megapixel, in particolare i modelli Nokia della serie PureView. A proposito, non sono un critico né voglio schierarmi, ma trovo che lo spot televisivo di questo telefonino sia intelligente, divertente e, ammettiamolo, anche un po’ cattivo nei confronti della concorrenza. Soprattutto, però, supplisce egregiamente a qualsiasi spiegazione tecnologica del motivo per il quale alle recite di figli e nipoti ci si trovi il più delle volte di fronte non tanto alla visione degli interpreti, quanto di mani e braccia protese alla ricerca di una buona inquadatura via telefonino!

Tornando a questioni più seriose, vale la pena di approfondire un poco la tecnologia che si nasconde dietro un sensore dalla risoluzione così elevata.

I raggi che passano attraverso il centro di un obiettivo incontrando una superficie piana formano un’immagine circolare; in questo cerchio va inscritto un rettangolo che rappresenti il fotogramma dell’aspetto prescelto. Può essere un classico 24 x 36, come un rettangolo in formato 16:9 o in qualsiasi altra proporzione. Al tempo dell’analogico questo rettangolo era il quadruccio della camera a pellicola, mentre oggi corrisponde al sensore di una fotocamera o di uno smartphone.

Maggiore è la distanza del rettangolo inscritto alla circonferenza dell’immagine, minori sono i problemi di vignettatura o di altre aberrazioni.

Smartphoneography | Fotoguida.itCome si può notare nello schema qui a fianco, il sensore da 41 megapixel (rettangolo nero) è leggermente più grande del cerchio dell’immagine circolare prodotta dall’obiettivo; ma se consideriamo i due formati utilizzabili con lo smartphone, il formato 4:3 (rettangolo verde) e il formato 16:9 (rettangolo rosso), vediamo che questi sono perfettamente centrati nel cerchio.

Ora una particolarità “numerica”: il numero dei pixel verticali del sensore, 5.368, rappresenta anche il numero dei pixel verticali del formato 4:3; mentre il numero dei pixel orizzontali del sensore, 7.728, equivale al numero dei pixel orizzontali del formato 16:9.

Uno dei vantaggi più evidenti di un sensore ad alta risoluzione come questo è la possibilità di ottenere immagini zoomate sfruttando una parte del sensore stesso, senza introdurre assolutamente rumore, come se si stesse usando un normale zoom ottico.

Se non si fa uso dello zoom viene usata l’intera superficie del sensore, corrispondente naturalmente alle proporzioni prescelte dall’utente (4:3 o 16:9). Usando la funzione zoom senza perdite in definizione si arriva a sfruttare, in formato 16:9, anche un’area di 3.072 x 1.728 pixel corrispondenti ad una immagine di 5 megapixel. Mancheranno sicuramente quelle sfocature e quella minima profondità di campo tipiche di uno zoom portato a lunghezze focali alte, ma è sicuramente un modo per avvicinarsi ad un soggetto e forse anche un nuovo modo di fare smartphoneography.

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