L’occhio e lo smartphone. Puntata 7

Pubblicato il 25 ottobre 2013 in Fotografia digitale, L'occhio e lo smartphone, Smartphoneography, Tutorial da

Express Color per smartphoneography | Fotoguida.itLe “app” si moltiplicano come funghi: alcune di esse sono di prima scelta, altre cosi cosi, qualcuna è da considerarsi più un “tartufo” che un fungo. Personalmente le suddivido in questo modo, con un giochetto di parole:
Appassionanti
Appetibili
Apprezzabili
Approssimative
Appena sufficienti

Di certo nella prima categoria ricade ExpressColor, una nuova app per iPhone che la società che l’ha sviluppata, la Gamma & Density Co. di Los Angeles, definisce senza tema di smentita come il più piccolo e semplice sistema di “color correction”.

Un passo indietro: è ormai d’uso comune, sia scattando professionalmente fotografie che realizzando filmati in digitale con camere sempre più sofisticate, di avvalersi della collaborazione di un “colorist”, una nuova figura professionale incaricata di eseguire la messa a punto dell’immagine intervenendo sui colori, sul gamma usato, su tinta e saturazione, sui contrasti e su tutti gli altri aspetti parametrici di un’immagine sia per ovviare ad esempio a cambiamenti di colore della luce, sia per equalizzare più camere che abbiano ripreso la stessa scena, ma soprattutto per realizzare quel “look finale” che si era pensato di dare o quello che a lavoro post-prodotto è sembrato più adatto alle immagini realizzate.

ExpressColor si fonda a grandi linee sul medesimo principio delle consolle da studio adoperate dai colorist, proponendo sullo schermo dell’iPhone tre ruote colore con le quali correggere o cambiare il colore nelle zone d’ombra, nelle luci medie e nelle alte luci, oltre alla possibilità di applicare una comoda serie di preset.

Mi sembra assolutamente significativo che uno specialista del colore in ambito professionale come Gamma & Density abbia pensato ad una applicazione per smartphone (anche se attualmente limitata al solo iPhone), poiché significa che la fotografia col cellulare è sempre più tecnologica, sempre più sofisticata, sempre più tendente ad un risultato perfetto.

Diversi invece i motivi che hanno portato allo sviluppo di un’altra app realizzata da un colosso industriale come Kodak. La sua gamma di emulsioni, i colori delle sue diapositive che si conservano in modo perfetto, la qualità delle sue stampe su carta hanno primeggiato per decenni, ma il digitale ha soppiantato tutto e tutti. Per rivedere un’immagine, per rivivere un ricordo, oggi bisogna accendere un computer, aprire una cartella sul desktop o inserire un DVD oppure, se il ricordo è recente, scorrere rapidamente nell’album fotografico dello smartphone.

Non sono un nostalgico e non credo lo siano nemmeno i nuovi manager Kodak, che hanno avuto l’idea di collaborare con gli sviluppatori di app per poter effettuare stampe direttamente dallo smartphone.

Poiché la maggior parte delle foto digitali scattate oggi è realizzata con uno smartphone, Kodak Alaris (una società appartenente al gruppo Kodak che possiede 105.000 chioschi di stampa diretta disseminati nel mondo) sta infatti lavorando con gli sviluppatori di app non tanto per creare qualcosa che competa con le già tante applicazioni per la stampa, ma per poter includere facilmente un’opzione “print to Kodak” nelle app di terze parti.

Obiettivo di questa iniziativa, ovviamente, è quello di incrementare l’uso dei chioschi di stampa Kodak. L’innovativa smartphoneography e il vecchio album fotografico potrebbero andare d’accordo se si tratta di custodire un ricordo – eliminando il sempre presente pericolo di perdere i files!

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