A Roma una mostra fotografica inaugura smArt

Pubblicato il 15 ottobre 2013 in Mostre fotografiche da

Giacomo Costa, Self Portrait | Fotoguida.itLo spazio è nuovo e non tradizionale. A Roma “smArt – polo per l’arte” si propone come uno spazio culturale multifunzionale, attento alle nuove tendenze, anche in campo fotografico. Logico dunque che ad aprire l’attività sia stato chiamato un fotografo per nulla tradizionale. È Giacomo Costa, che rivisita le nuove tecnologie alla luce della tradizione artistica italiana. Ne risultano «immagini visionarie e ipertecnologiche, che incorporano effetti speciali che rimandano alla tecnica cinematografica, passando da Piranesi, per arrivare a una tecnica di pittura digitale del tutto personale e originale», come spiegano gli organizzatori della mostra, in programma dal 15 ottobre al 28 novembre. La mostra “Visioni apocrife” affianca inquietanti paesaggi a sorprendenti autoritratti, a dimostrazione di quanto anche ciò che è sempre sotto i nostri occhi – un paesaggio urbano e, soprattutto, il proprio volto – possa essere visto in un modo differente, avvalendosi di quanto offre la tecnologia attuale, al servizio della propria creatività.

La mostra del 43enne fotografo fiorentino è stata curata da Francesca Valente, che «ha selezionato per l’occasione nove enigmatici quanto inquietanti paesaggi urbani e naturali, al confine tra fotografia, architettura e science fiction, a cui ha affiancato una serie inedita di ironici autoritratti, un intervento ludico che si contrappone a una visione meno rassicurante del mondo».

Che cosa di quanto raccontato dall’autore attraverso le immagini colpisce l’osservatore? Quali emozioni, quali sensazioni, quali interrogativi suscita la mostra? E quali emozioni, quali considerazioni voleva stimolare l’autore con le proprie immagini? Tutte queste domande (e altre) potranno trovare una risposta in occasione dell’incontro con l’autore programmato per l’11 novembre alle ore 19. Gli incontri tra pubblico e artisti sono infatti tra le iniziative che animano questo nuovo spazio, voluto da tre donne, che, attraverso percorsi diversi, si sono appassionate all’arte. Tre sono infatti le dimensioni che caratterizzano questo nuovo spazio romano di piazza Crati 6/7, nel quartiere Trieste: una dimensione espositiva, una didattica e una « di esplorazione culturale per contribuire a creare occasioni d’incontro e conoscenza dell’arte contemporanea in sinergia col resto del mondo».

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