Gli italiani e il mercato dell’elettronica di consumo

Pubblicato il 6 dicembre 2012 in Featured da

Profilo consumatori Osservatorio Findomestic 2013Proseguiamo nella scoperta del profilo che l’Osservatorio Findomestic 2013 ha tracciato del mercato italiano con particolare attenzione nei confronti degli acquirenti di beni di consumo elettronici e prodotti fotografici (qui la prima parte pubblicata ieri). Si rileva infatti più interesse per lo smartphone che per l’auto o il divano nuovi. È lo smartphone il bene durevole che sta attraendo di più i nostri connazionali. Tra i settori monitorati nell’Osservatorio, infatti, quello della telefonia ha chiuso il 2012 di gran lunga con la migliore performance sia in termini di volumi di vendita (+24,1%) che di valore (+21,1%). Le elaborazioni Prometeia su dati GfK indicano il valore del mercato in 3577 milioni di euro nel 2012, rispetto a 2821 nel 2010 e 2954 nel 2011. In particolare sono stati gli smartphone a registrare un notevole aumento delle vendite, sia in termini di quantità (+62%) che di valore (+63%).

Gli accessori e auricolari per telefonia mobile hanno rivelato andamenti positivi, continuando a sfruttare la scia del trend positivo di settore. I primi hanno realizzato un netto aumento sia in termini di vendite (+43%) che di valore (+26%). I secondi, a fronte di un ridimensionamento delle vendite (-9%), sono arrivati a incrementare il fatturato del 2%, grazie a un aumento del loro prezzo medio. Queste due categorie rappresentano il 4% del totale del settore telefonia.

Per quanto riguarda il comparto della fotografia, in flessione per vendite e fatturato, l’interesse maggiore dei consumatori si concentra sulle fotocamere a obiettivi intercambiabili, che registrano risultati positivi. Il mercato della fotografia viene valutato in 527 milioni di euro in base alle elaborazioni Prometeia su dati GfK (era di 596 nel 2011 e di 661 nel 2010). Il segmento delle compatte rappresenta ancora la fetta più importante del mercato, ma sta perdendo quota. Nel primo semestre dell’anno, nonostante le vendite di questo prodotto risultassero in ridimensionamento (-21% la variazione in valore rispetto al primo semestre del 2011), le compatte rappresentavano ancora circa il 77% in termini di volumi e il 58% in termini di valore.

Nello stesso periodo si osservava una crescita delle vendite di reflex, che hanno continuato a fornire un contributo positivo all’andamento del mercato sia in termini di volumi (+5%) che di valore (+6%). Gli stessi dati indicano un’ottima performance delle mirrorless, con una crescita superiore al 100% rispetto al giugno 2011, sia in quantità che in termini di valore del venduto. Il segmento mirrorless a giugno 2012 è arrivato a pesare il 3,2% del fatturato totale del comparto fotografia.

L’Osservatorio Findomestic ha preso in considerazione anche il comparto delle cornici digitali: nei primi 6 mesi dell’anno il fatturato ha registrato una contrazione del 40%. Il peso di tale segmento si è dunque ridotto al 4,9% del mercato totale della fotografia.

A motivare questi risultati è la situazione generale. «In un contesto di fragilità socio economica evidente – si legge sull’Osservatorio Findomestic – anche la spesa delle famiglie nel 2012 ha subito contraccolpi. I consumi sono stati fortemente penalizzati dalla dinamica del reddito disponibile. La contrazione della spesa è intervenuta nonostante la riduzione della propensione al risparmio, finalizzata a preservare i livelli di consumo a fronte di un’ulteriore compressione del potere d’acquisto delle famiglie. La tipologia di beni maggiormente sacrificata è stata quella dei durevoli, il cui acquisto è stato rinviato quando non strettamente necessario, aumentando così la vita media dei beni in dotazione delle famiglie. Nel 2012 si stima che, a fronte di un calo del reddito disponibile del 4,5% reale, i consumi interni si siano contratti del 3,4%. Le informazioni disponibili portano a stimare un andamento della domanda ancora debole nella seconda metà dell’anno, e si ipotizza che la contrazione dei consumi possa proseguire fino a metà 2013. Sulle decisioni delle famiglie continueranno a pesare gli effetti della manovra di bilancio, la compressione del reddito disponibile e l’incertezza sulle prospettive di reddito, dovuta alle riforme rese necessarie dal risanamento dei conti pubblici».

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